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Attacco hacker alla Siae: dati in vendita sul dark web, chiesti 3 milioni in bitcoin come riscatto

La Società Italiana degli Autori ed Editori, più comunemente conosciuta come Siae, ha subito in queste ore un attacco hacker che si è concluso con l’estrapolazione di 60 gigabyte di dati, alcuni di essi già in vendita sul dark web.

Il gruppo colpevole dell’attacco avrebbe poi chiesto, per evitare la pubblicazione del materiale, ben 3 milioni in bitcoin. I dati sottratti includerebbero nomi, indirizzi, carte d’identità, patenti e tessere sanitarie.

Già nei mesi precedenti, come riporta Ansa, la Siae sarebbe stata presa di mira attraverso piccoli attacchi di phishing.

Uno dei dirigenti ha rivelato che la richiesta di riscatto non verrà ascoltata, vista l’impossibilità di avere la certezza che il materiale non venga poi diffuso ugualmente, inoltre sono già stati avvertiti gli organi competenti, tra cui la Polizia Postale e il garante della privacy.

Un esperto di cybersecurity, Riccardo Meggiato, ha commentato così

Gli iscritti i cui dati sono stati violati non possono più fare niente: soltanto fare mente locale di quali sono i dati che hanno fornito, perché, se sono nel dark web, li pubblicheranno. Per loro è un disastro, dovrebbero iniziare a cambiare almeno il numero di telefono.

Di solito la nuova tendenza è fare un doppio trucco: si rubano i dati e, se non viene pagato il riscatto, vengono resi pubblici. Qui sembra che ci sia stato un passaggio in meno: probabilmente, si sono già giocati la prima carta.

via IlFattoQuotidiano.it

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