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Fedez cita il Codacons per stalking giudiziario

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Qualche ora fa abbiamo riportato lo sfogo di Fedez dopo l’ennesima raccomandata arrivata dal Codacons. Ebbene, l’associazione avrebbe deciso di rispondere in maniera dura al rapper annunciando anche la volontà di querelarlo.

Questo quanto riporta Adnkronos, dove leggiamo quanto affermato dal Codacons in una nota:

Ha nuovamente attaccato l’associazione dei consumatori ricorrendo ad insulti e violenza inaccettabili -scrive il Codacons- Evidentemente Fedez non ha letto la nostra istanza, e se l’ha letta non l’ha capita, dimostrando leggerezza e superficialità.

fonte: adnkronos.it

Il Codacons avrebbe inoltre aggiunto:

L’atto presentato dalla nostra associazione e a cui il rapper fa riferimento è finalizzato proprio a tutelare le raccolte fondi come quella avviata da Fedez, e a garantire trasparenza e correttezza ai donatori circa la destinazione e l’utilizzo dei soldi raccolti. Una richiesta, come si legge nell’atto, che chiama in causa anche i recenti fatti di cronaca, come il caso di Malika che ha tenuto banco sulla stampa per giorni e ha minato la fiducia dei cittadini verso le iniziative di beneficenza, senza minimamente paragonare la raccolta di Fedez a quella della ragazza.

fonte: adnkronos.it

E riguardo ai modi con cui Fedez ha annunciato l’ennesima raccomandata proveniente dal Codacons, l’associazione si sarebbe così espressa:

Entrando poi nel merito delle accuse mosse dal rapper verso la nostra associazione, gli insulti, l’arroganza, le menzogne contenute nel suo video e la violenza dimostrata nei nostri confronti varranno a Fedez una nuova querela per diffamazione che il rapper si sarebbe potuto evitare se solo avesse letto (e compreso) l’atto che gli è stato notificato. In favore dell’influencer stanziamo volentieri una piccola somma per pagare un giovane docente di italiano che, da oggi, manderemo a casa di Fedez quando dovrà leggere atti da noi scritti, per essere certi che li legga e li comprenda a fondo.

fonte: adnkronos.it

La risposta di Fedez di fronte alla querela del Codacons

Dal canto suo Fedez avrebbe risposto mostrando come la raccolta fondi Scena Unita sia avvenuta con la massima trasparenza e sotto la supervisione del Cesvi: l’ente ha pubblicato un comunicato respingendo tutte le accuse e richieste del Codacons, sottolineando l’integrità e la trasparenza della raccolta, unita alla garanzia assoluta sulla destinazione di quei fondi.

Fedez ha poi dichiarato di essere stanco delle continue lotte con il Codacons, le quali, se all’inizio potevano essere trattate con ironia, ora sono diventate un vero e proprio incubo che, oltre ad ostacolare altri progetti di natura benefica, costringono l’artista a comunicare quotidianamente con gli avvocati, togliendo tempo alla sua vita privata.

Da qui la decisione finale di Fedez di citare il Codacons per stalking giudiziario

Sono rammaricato perché da mesi sto lavorando a nuovi progetti di charity con tanto entusiasmo, non vedevo l’ora di potervi raccontare. E invece ora penso solo alle rotture di palle a cui andrò incontro. La cosa che mi fa arrabbiare è che tutto questo avvenga per ostacolare dei progetti solidali.

In questi anni ho sempre cercato di esorcizzare ogni causa fatta dal Codacons con un po’ di sana ironia. Ora mi rendo conto che la situazione sta diventando sempre più insostenibile. Passare giornate intere al telefono con gli avvocati significa togliere tempo ai miei figli, alla mia famiglia. Questa cosa mi consuma. L’unica strada che ho è quella di citare il Codacons per stalking giudiziario.

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