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George Floyd, condannato l’ex poliziotto accusato di omicidio

George Floyd
George Floyd

Colpevole. La giuria del tribunale di Minneapolis (Minnesota) ha emesso un unanime verdetto di colpevolezza per l’ex agente di polizia Derek Chauvin per tutti e tre i reati di omicidio dei quali era stato accusato nel caso di George Floyd, il 46enne afroamericano ucciso lo scorso 25 maggio in seguito a un arresto da parte della polizia, chiamata a verificare il sospetto che avesse usato una banconota falsa in un negozio. Uno degli agenti, il 44enne Derek Chauvin, dopo averlo ammanettato e spinto a terra, aveva premuto il ginocchio sul collo per nove minuti e 29 secondi. Chauvin ha tenuto il ginocchio sul collo di Floyd nonostante egli lamentasse di non riuscire a respirare così Floyd è deceduto per asfissia.

Il processo presso il tribunale di Minneapolis è durato 14 giorni effettivi, durante i quali la pubblica accusa si è impegnata a produrre testimoni oculari, video ripresi da passanti e a raccogliere la testimonianza di numerosi esperti sull’uso e l’abuso della forza e i manuali della polizia. Subito dopo la lettura della sentenza da parte del giudice, Chauvin è stato ammanettato e scortato via dagli agenti della polizia della contea di Hennepin. Resterà sotto custodia cautelare in attesa che venga determinata l’entità della pena.

Il caso di George Floyd ha innescato una vera e propria insurrezione che si è propagata su scala mondiale come testimonia la nascita del movimento #blacklivesmatter, una protesta che ha riacceso i riflettori su tematiche quali il razzismo e la discriminazione e segnatamente il comportamento della polizia nei confronti delle minoranze etniche.

Ben Crump, avvocato della famiglia di George Floyd, ha definito storico questo verdetto che segnerà una pagina importante nella storia giudiziaria degli Stati Uniti d’America:

“La giustizia guadagnata dolorosamente è arrivata per la famiglia di George Floyd e la comunità qui a Minneapolis, ma il verdetto di oggi va ben oltre questa città e ha implicazioni significative per il Paese e persino per il mondo. Questo caso è un punto di svolta nella storia americana per la responsabilità delle forze dell’ordine e invia un messaggio chiaro che speriamo venga ascoltato chiaramente in ogni città e in ogni Stato.”

Secondo le indiscrezioni, Chauvin ha assistito alle arringhe finali in silenzio, senza tradire l’ombra di un’emozione, tensione o inquietudine.

L’organo giudicante, cioè la giuria (composta da sette donne e cinque uomini) era chiama a esprimersi su tre reati di omicidio, di diversa gravità, nei confronti di Chauvin. Essi erano omicidio di secondo grado preterintenzionale, che prescriveva che Chauvin avesse ucciso Floyd nel commettere un altro reato grave, in questo caso di aggressione. L’omicidio di terzo grado prevedeva che Chauvin avesse agito con azioni “molto pericolose” e in spregio dei rischi per la vita altrui. La terza accusa, omicidio colposo di secondo grado, era per irresponsabile negligenza. Questi tre reati comportano rispettivamente e teoricamente un massimo di 40, 25 e 10 anni di carcere, ma le linee guida per la sentenza potrebbero ridurrebbe una eventuale somma ad una pena di forse 27 anni.

Il giudice Peter Cahill tra 8 settimane annuncerà la pena.

Il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha telefonato ai familiari di George Floyd dopo il verdetto di colpevolezza per l’ex poliziotto del Minnesota dicendo loro:

“Siamo così sollevati.”

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