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La Partita del Cuore: ecco come è andata ieri sera dopo il caso sollevato da Aurora Leone

Partita del Cuore
Partita del Cuore

Ieri sera si è svolta in un clima surreale La Partita del Cuore, l’evento benefico finito sulla bocca di tutta Italia a causa dello scandalo portato alla luce da Aurora Leone. Eppure il nome dell’attrice dei The Jackal non è stato fatto, come se tutta la vicenda non fosse mai accaduta.

Come leggiamo su Fanpage, infatti, i presentatori della partita, Federica Panicucci e Gabriele Pardo, non hanno mai fatto riferimento all’attrice. Solo Pardo ha menzionato l’accaduto (senza fare nomi) con queste parole:

Pur non essendo coinvolti, dissociandoci da tutte le ipotesi di discriminazione, siamo felici di mandare in onda questa serata per fini benefici e dire che insieme alla Juventus siamo contro ogni segnale di intolleranza

fonte: fanpage.it

Solo Paolo Vallesi, in postazione per la Nazionale Cantanti, ha fatto il nome di Aurora Leone scusandosi per quanto accaduto:

Chiedo ufficialmente scusa per Aurora Leone, siamo con lei. Il responsabile è stato allontanato e la serata di questa sera è per la ricerca siamo tutti per questo. La nostra storia è fatta di inclusione contro ogni tipo di discriminazione

fonte: fanpage.it

Ieri sera, tuttavia, dopo un cambio di programma, è scesa in campo la squadra di calcio femminile della Juventus. Sono state le giocatrici, dunque, a dover affrontare la Nazionale Cantanti, sconfiggendoli con un 2-0 e vincendo La Partita del Cuore.

Aurora Leone non partecipa a La Partita del Cuore, ma incoraggia a donare per la ricerca contro il cancro

Nonostante Aurora Leone non abbia potuto partecipare a La Partita del Cuore, non ha potuto fare a meno di sottolineare quanto sia importante continuare a donare per la ricerca contro il cancro. Nell’ultimo post pubblicato sul suo profilo, infatti, l’attrice dei The Jackal ha scritto:

C’ho sempre giocato. In mezzo ai maschi dico. Occhiali sempre a terra e io pure. Spesso a porta ma con dignità anche a centrocampo con stinchi allenati senza -para-. E ci volevo giocare. Pure stasera dico. Perché la causa è giusta e gli stinchi li avevo allenati.
E mi dispiace che sono già a casa e lo stadio è a 800 km per una cosa brutta che mi ha messo in difficoltà più di quando mi cadevano gli occhiali. Ma la giusta causa del treno di andata c’è anche nel treno di ritorno: la donazione. E non mi resta che donare allora. Alla Fondazione piemontese per la ricerca contro il Cancro. Perché le cose belle restano anche a 800 km dallo stadio. Grazie della solidarietà. SMS al 45527

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