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Platinette (Mauro Coruzzi) si scaglia contro il ddl Zan: “Non siamo a rischio estinzione come i panda”

Platinette
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Platinette, al secolo Mauro Coruzzi, è intervenuta telefonicamente nella trasmissione radiofonica La Zanzara in un’interlocuzione con Giuseppe Cruciani e David Parenzo per discettare del tanto discusso ddl Zan, la legge contro l’omotransfobia, la misoginia e l’abilismo.

Non è un mistero la posizione di Platinette, fra le prime e più conosciute drag queen d’Italia, in merito al ddl Zan: più volte ha criticato l’esigenza di una legge che punisca con un’aggravante la violenza omofoba e anche a La Zanzara non ha risparmiato parole di biasimo e avversione nei confronti del ddl Zan.

Giuseppe Cruciani, nello specifico, chiede a Platinette cosa ne pensa del ddl Zan, ma già i toni della domanda appaiono provocatori e molto poco urbani:

“Voglio chiedere una cosa a Mauro subito, siccome ci stanno rompendo i co***ni su questa legge Zan come se fosse la salvezza di tutti gli omosessuali che vengono picchiati, io sostengo una cosa, Parenzo pensa che il ddl Zan debba essere approvato il prima possibile, io dico che le leggi già ci sono.”

Così si esprime Platinette al riguardo:

“Le leggi già ci sono e il ddl Zan non serve perché i gay non sono come i panda a rischio di estinzione. Dico questo perché, ad esempio, la presa di posizione di una signora della sinistra che si chiama Paola Concia chiarisce molti aspetti di come il ddl Zan sia discriminante nei confronti delle donne, perché se passasse che l’utero in affitto sia una regola praticabile, è una forma di offesa per le donne.”

David Parenzo non è d’accordo con Platinette:

“Non ha letto la legge Zan, o forse non l’ha capita. Non si parla affatto di utero in affitto nel ddl Zan. Non è una legge liberticida, c***o. Si legga l’articolo 4, non si limita affatto la libertà di parola o di espressione.”

Platinette è arroccata però nelle sue posizioni:

“Io ritengo che il ddl Zan sia una limitazione della libertà di espressione. La legge non cambia l’etica, la legge Zan introdurrebbe nelle scuole il concetto della diversità di genere; la legge Zan è pretestuosa perché discrimina le donne.”

Giuseppe Cruciani incalza allora Platinette:

“Se ti dicono fr**io di m***a per strada, tu lo porti in tribunale?”

Decisa la risposta di Platinette:

“Ma non ci penso nemmeno, gli rispondo che me ne ero accorto già da solo. Tesoro, me lo dici perché forse anche tu hai un brucia c**o.”

Cruciani persiste:

“Usare l’espressione ‘essere gay non è normale ed è contronatura’, è possibile che uno possa andare in tribunale per una cosa del genere?”

La risposta di Platinette è raggelante:

Questa sarebbe una perdita di tempo per la magistratura. E poi dico che la discriminazione a favore dei gay penalizza le donne. Le leggi non cambiano i comportamenti. Ad esempio, la legge sull’omicidio stradale ha fatto diminuire gli omicidi stradali?”

Sollecita la risposta di David Parenzo che rintuzza le provocazioni di Platinette:

“Ah, quindi allora non facciamo delle leggi sui limiti di velocità, ma cosa sta dicendo? Lei si dice contraria al ddl Zan perché si trova in un osservatorio privilegiato che è quello di una star della televisione che per 20 anni ha guadagnato con una parrucca in testa. Lei è forte, ma ci sono persone più deboli che non possono giovare della sua posizione! Lei non è l’esempio della persona che ha dovuto lottare per i diritti.”

Insiste Platinette:

“L’Italia non è un paese omofobo, ma è un paese pieno di cretini che picchia chi si bacia per strada. Ciò che mi spaventa del ddl Zan è questo concetto di limitazione alla libertà espressiva. A me la famiglia omosessuale fa orrore, è una cosa che non mi riguarda.”

Insomma, un dibattito molto acceso si è consumato fra Giuseppe Cruciani e Platinette – detrattori della legge Zan – e David Parenzo, il quale ha ribadito che nessuna libertà di espressione viene limitata, così come riporta a chiare lettere l’art. 4 del ddl Zan.

A scanso di dubbi che ancora potrebbero permanere, vi riporto di seguito l’enunciazione esatta dell’art. 4 del ddl Zan, a dimostrazione che nessuna libertà di espressione verrebbe limitata:

  • Art. 4. (Pluralismo delle idee e libertà delle scelte)

1. Ai fini della presente legge, sono fatte salve la libera espressione di convincimenti od opinioni nonché le condotte legittime riconducibili al pluralismo delle idee o alla libertà delle scelte, purché non idonee a determinare il concreto pericolo del compimento di atti discriminatori o violenti.

In poche parole, purché tu non istighi all’odio o alla violenza contro un omosessuale, sei libero di dire ciò che vuoi.

Inoltre, occorre ricordare che il ddl Zan è una legge non solo contro l’omotransfobia, ma anche contro la misoginia e l’abilismo (a tutela quindi delle donne e delle persone disabili); di conseguenza, l’argomentazione che la legge Zan discrimina le donne cade.

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