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Fedez querelato dalla Rai per diffamazione e danno d’immagine: ecco il contrattacco del rapper

Fedez
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Fedez è stato ufficialmente querelato dalla Rai per diffamazione e danno d’immagine.

I fatti, ormai noti a tutti, risalgono allo scorso primo maggio quando – nella sede del Concertone dell’omonima giornata – Fedez è salito sul palco recitando il monologo il quale sembra essere stato sottoposto a un tentativo di censura o – quantomeno – a una rivisitazione, con i vertici di Rai 3 che avrebbero chiesto al rapper di proporre una versione edulcorata del suo monologo.

Il direttore di Rai 3 Franco Di Mare aveva perciò accusato Fedez di manipolazione: sia in riferimento alla pubblicazione della telefonata intercorsa tra il marito di Chiara Ferragni e la vicedirettrice di Rai 3 Ilaria Capitani, sia all’intervento stesso del cantante nella sede del Concertone in cui dichiarava che i vertici Rai avevano tentato di dissuaderlo dal pronunciare il discorso che ha poi tenuto sul palco in sostegno del ddl Zan.

Ora, la querela è stata ufficialmente sporta, ma sollecita arriva anche la replica di Fedez che dice la sua attraverso una sequenza di Instagram stories:

“Aggiornamento sul mio album delle querele, sono appena stato querelato dalla Rai. Come ho sempre detto, io mi assumo le responsabilità di ciò che ho detto e fatto, quindi affronto le conseguenze, però bisognerebbe ricordare come si è comportata la tv di Stato in questa faccenda. Ricapitolando la storia della nostra fantastica tv di Stato, salgo sul palco del Primo maggio, dico che hanno fatto pressione per cercare di farmi togliere i nomi dei leghisti che dicevano frasi come ‘se avessi un figlio gay lo brucerei nel forno’ e che la vicedirettrice di Rai 3 ha ritenuto inopportuno il mio testo, scendo dal palco e la Rai dice che io ho detto delle bugie, diffamandomi; e allora io pubblico la telefonata dove la vicedirettrice di Rai 3 è presente alla telefonata in cui mi si fanno pressioni di omettere dei nomi, non si capisce perché, essendo fatti incontestabili quello che hanno detto i leghisti.
Però, ora sapete dov’è la differenza tra me e voi? Io, la telefonata l’ho pubblicata mettendoci la faccia e pagandone le conseguenze; voi, invece, della Rai che mi avete registrato a vostra volta, l’avete data ai giornalisti quella telefonata, che devono coprire le loro fonti. Ovviamente questo non è un illecito giuridico, però vi siete parati il c**o e questa è vigliaccheria di Stato, però va bene così. Nonostante abbiate fatto il grandissimo sforzo di scatenare tutta la stampa a vostro favore per cercare di dire che la telefonata integrale assume un senso completamente diverso rispetto a quello che ho pubblicato io su Twitter, perché su Twitter ci stanno solo due minuti di video, andatevi a leggere i commenti su YouTube di cosa pensa la gente, perché la telefonata integrale è pure peggio di quella tagliata, e non ho pubblicato ancora tutto quello che ho in mano; quindi spero che in Commissione di vigilanza Rai mi faranno dire la mia, visto che c’è bisogno del contraddittorio.
Indovinate un po’, giusto per farvi capire come funziona la stampa italiana, la prima testata che ha pubblicato la telefonata integrale sostenendo che stravolgeva tutto il significato, indovinate chi ha intervistato subito dopo per pararle il c**o? La vicedirettrice di Rai 3.
Sapevo che sarebbe finita così, ma ne sono contento, perché ci sono ancora tante cose che devono emergere, come ad esempio, come ha fatto la Lega a diramare un comunicato stampa 6 ore prima che io salissi sul palco, dicendo che se Fedez sale sul palco recitando il suo testo la Rai non deve pagare il Concertone? Come faceva la Lega a sapere quello che io avrei detto ben 6 ore prima che io salissi sul palco?
Comunque, orgogliosissimo a maggior ragione di quello che ho fatto e lo rifarei altre mille volte e, cari amici della stampa amica della Rai, qua non si tratta di farlo per vendere qualche smaltino in più come volete far intendere voi, perché io la mia famiglia la mantengo anche senza gli smaltini: si tratta di metterci la faccia e di pagare le conseguenze, perché io che sono un privilegiato mi posso difendere dalla Rai, ma gli altri?
La cosa che mi mette una tristezza infinita è che a comunicare la querela della Rai sia stato un leghista della Commissione di Vigilanza Rai che ha detto che su quel palco io avrei detto delle cose gravissime; amico “Fritz” della Lega, le cose che io ho detto sono parole di gente del tuo partito che è ancora lì dentro a far carriera e che, intervistata dopo il Concertone del primo maggio, ha ribadito che i gay e i matrimoni omosessuali porterebbero all’estinzione della razza umana! Ma dove ca**o vivete?

Ah, altra cosa: siccome il direttore di Rai 3 Franco Di Mare, in Commissione di vigilanza Rai, ha detto che io avrei fatto tutto questo perché avrei organizzato un complotto per tramare alle sue spalle quando io non sapevo manco chi ca**o fosse prima del 3 maggio, ecco, io denuncerò per diffamazione il direttore di Rai 3 Franco Di Mare.
Iniziamo le danze, amici.”

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