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Tim Vision censura il “porca put*ena” nello spot con Lino Banfi? Ecco come stanno davvero le cose

Lino Banfi
Lino Banfi

Tim Vision rompe il silenzio e assume una posizione netta in ordine alla vicenda che sta scaldando il web e non solo in questo momento.

Nelle ultime ore, per l’appunto, il Moige (Movimento italiano genitori) ha duramente censurato l’espressione colorita che Lino Banfi usa nello spot, chiedendo all’azienda di telefonia di tagliare quel segmento.
L’espressione oggetto di tanta critica (il famoso “porca put*ena”) è una delle più celebri di Lino Banfi utilizzata per la prima volta nel film cult L’allenatore nel pallone; questo motto è tornato in auge nell’ambito degli Europei di calcio che si sono disputati quest’estate, dopo l’esultanza di Ciro Immobile e Lorenzo Insigne i quali avevano omaggiato l’attore ripetendo proprio quelle due parole dopo che Banfi aveva chiamato la nazionale durante gli allenamenti.

Ebbene, tale formula non è piaciuta all’associazione che si pone a tutela dei minori e ha quindi formalizzato a Tim Vision la precisa richiesta di obliarla. E così, di punto in bianco, nello spot dell’azienda non viene più mandato in onda lo spezzone in cui l’ex Nonno Libero di Un medico in famiglia pronuncia la famigerata espressione.

Questa decisione ha instillato in moltissimi il sospetto che Tim Vision abbia tacitamente accolto il suggerimento del Moige optando così per la cancellazione del noto “porca puttena”.

Ora, tuttavia, in una nota rilasciata dall’azienda promotrice dello spot, si legge che nessuna censura è stata applicata e che lo spot tagliato era, in realtà, stato già pianificato sin dall’inizio:

“Non risulta alcun provvedimento del Giurì dell’Istituto di Autodisciplina pubblicitaria o del Comitato Media e Minori e che pertanto non vi è stata alcuna censura. La diffusione degli spot previsti a supporto dell’offerta calcio sta proseguendo secondo quanto pianificato.”

Il fatto quotidiano

Orgogliosa del risultato raggiunto è Elisabetta Scala, vicepresidente dell’Osservatorio Media Moige, che spiega come le aziende dovrebbero valersi di una pubblicità più sobria, lontana da riferimenti trash che potrebbero urtare la sensibilità di famiglie e minori:

“Una nuova iniziativa contro la volgarità in tv che dimostra in modo chiaro come uno degli scopi del Moige sia battersi contro la violenza e la volgarità, soprattutto quando può recare danno ai minori, senza alcun pregiudizio. Le aziende come Tim devono trovare altre strade per coinvolgere il pubblico, evitando di scadere nella trivialità più assoluta, considerando anche che gli spot sono mandati in onda in fascia protetta e che una buona parte del pubblico è composta da famiglie e minori.”

Il Fatto Quotidiano

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